Svelato meccanismo "mangia-memoria"

SAN FRANCISCO, Usa -- Importante scoperta in campo neurologico. Gli scienziati del Gladstone Institute of Neurological Disease (Gind) di San Francisco, in collaborazione con i colleghi del Baylor College of Medicine (Texas), hanno individuato il meccanismo "mangia-memoria" attivato dall'Alzheimer.
Tale meccanismo fa in modo che chi soffre di questa malattia finisca per dimenticare anche azioni compiute pochi minuti prima. Secondo i ricercatori americani, i peptidi beta-amiloidi, che formano le placche che si accumulano nel cervello dei malati di Alzheimer, producono un'eccessiva eccitazione di tutti i meccanismi cerebrali che vanno a colpire le zone riguardanti memoria e apprendimento.
"Si pensava - spiega Jorge Palop, ricercatore del Gladstone Institute - che tale problema riguardasse solo il cervello dei malati di Alzheimer e fosse un effetto collaterale della malattia, ma il lavoro mostra come questo sia un effetto della concentazione di beta-amiloidi e dunque un segno precoce del declino cognitivo".
Gli studiosi statunitensi si sono serviti per la ricerca di topi malati geneticamente modificati, in cui i deficit di memoria venivano innescati da un gene umano che produceva elevati livelli di beta-amiloidi, solo così hanno scoperto che un'eccessiva presenza di peptidi innesca una crisi ai centri celebrali deputati alla memoria e all'apprendimento.


