Esperimenti sugli animali: è polemica

STRASBURGO, Francia -- Il parlamento europeo ha approvato la nuova direttiva per l'uso degli animali negli espertimenti scientifici. Ma sul testo finale è scoppiata la polemica.
Il documento ddi compromesso ha generato forti reazioni perché ha perso importanti tutele sul benessere degli animali (presenti nella versione iniziale) e ha recepito numerose richieste della lobby dell'industria farmaceutica fra cui quella di poter sperimentare su cani e gatti randagi.
Viene poi trasferita sui Paesi membri la responsabilità di introdurre normative più restrittive, controllare il rispetto delle norme nei laboratori e istituire organismi per valutare le conseguenze sulle cavie dei singoli esperimenti.
L'utilizzo di animali resta consentito per la ricerca di base, come per la cura di malattie di esseri umani e piante, per verificare l'effetto delle medicine, per l'insegnamento superiore o per le indagini medico-legali. La direttiva chiede però agli Stati di garantire il ricorso a sistemi alternativi, se è possibile. Dovranno poi essere approvate sperimentazioni che riducano al minimo il dolore, la sofferenza e l’angoscia. Gli ambientalisti stimano che circa 12 milioni di animali siano usati ogni anno in Europa per la ricerca scientifica.
Il divieto di usare grandi primati simili all'uomo è stato limitato a scimpanzé, gorilla, orangutango e bonobo introducendo possibili deroghe per giustificate esigenze scientifiche. Sono stati esclusi dalla tutela macachi euistiti, ritenuti necessari dall’industria farmaceutica per la ricerca sulle malattie neurodegenerative. Si può sottoporre un animale a più esperimenti con esclusione solo dei test con il livello massimo di dolore (nelle quattro gradazioni previste).


