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Copenhagen, quinto giorno di negoziati

Autore: scienzetv
Data di creazione 11/12/2009 - 12:11
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COPENHAGEN, Danimarca -- L'hanno chiamato "Copenhagen accord". Si tratta di una bozza d'accordo con cui i paesi in via di sviluppo intendono rispondere all'accordo "segreto" fra i paesi ricchi, reso noto dal Guardian nei giorni scorsi.

Secondo gli analisti il testo, stilato da Brasile, Sudafrica, Sudan, India e Cina sarebbe molto abile e mescolerebbe parti non negoziabili con altre aperte ad accordi.

Nel testo si chiede che il Protocollo di Kyoto resti in vigore oltre la sua data di scadenza nel 2012 e ma sopratutto richiede ai Paesi industrializzati la riduzione entro il 2020 del 40 per cento delle emissioni dei gas serra rispetto al livello del 1990, in quanto «l'aumento delle temperatura globale non deve superare i 2 gradi».

I paesi ricchi, secondo il testo, dovranno dunque fare uno sforzo molto maggiore notevolmente maggiore per la riduzione delle emissioni, quando Kyoto in realtà si limitava al 5 per cento entro il 2012.

La riduzione delle emissioni deve avvenire «con misure interne», senza cioè ricorrere a meccanismi di compensazione come lo scambio dei certificati di Co2. Inoltre le azioni intraprese dai Paesi in via di sviluppo non saranno controllate da organismi internazionali, ma seguiranno «linee direttrici» elaborati dalla comunità internazionale e nessun dazio potrà essere imposto sui prodotti importati.

Intanto il presidente francese, Nicolas Sarkozy, vuole procedere «il più rapidamente possibile» verso una riduzione del 30% in Francia delle emissioni di gas a effetto serra. L'Ue già un anno fa si era impegnata a ridurre le emissioni del 20% entro il 2020 rispetto alla situazione del 1990.

Sul fronte dei paesi in via di sviluppo, il premier cinese Wen Jiabao ha avuto una lunga conversazione telefonica con il collega indiano Manmohan Singh per mettere a punto una strategia comune per la parte restante del vertice.

"I due leader - si legge in un comunicato ufficiale di New Delhi - hanno stabilito di rimanere in contatto permanente nel proseguo di questa importante conferenza''. Collegamento che è emerso con chiarezza New Delhi e Pechino hanno opposto un fermo "no" alla proposta di Tuvaludi di creare un nuovo protocollo, come quello di Kyoto, per venire incontro alle esigenze degli stati insulari a rischio inondazione. Il documento prevedeva la fissazione di un tetto massimo di ulteriore riscaldamento globale di 1,5 gradi Celsius, e non di 2 gradi come finora proposto e accettato.

WP


Fonte:
http://www.scienze.tv/node/4630