Primi scontri nel Large Hadron collider

GINEVRA, Svizzera -- E' partito e anche bene il l Large Hadron Collider (Lhc), la "macchina del Big Bang" del Cern di Ginevra: riavviato venerdì scorso dopo 14 mesi di pausa forzata per un guasto, l'acceleratore di particelle ha già registrato le prime collisioni protoni-protoni, ha annunciato il Cern.
"E' un grande successo", ha dichiarato Rolf Heuer, direttore generale del Cern, l'organizzazione europea per la ricerca nucleare. "Ma dobbiamo saper relativizzare, ci resta ancora molto da fare prima di cominciare il programma di fisica del Lhc.
La prima collisione è stata registrata alle 14 e 22 dal rivelatore Atlas, altre sono seguite. "Siamo tutti esplosi di gioia quando abbiamo visto le prime collisioni. E' semplicemente formidabile", hanno detto gli scienziati. Poco prima delle collisioni, il Cern aveva annunciato con orgoglio che per la prima volta, i due fasci di particelle avevano cominciato a circolare in direzioni opposte simultaneamente all'interno dell'acceleratore.
La grande macchina è in condizioni stupende per la qualità dei fasci. L'Lhc - laggiù a 100 metri di profondità in una galleria sotterranea di 27 km di circonferenza alla frontiera tra Svizzera e Francia - è l'acceleratore di particelle più grande del mondo ed è stato concepito per collisioni frontali di fasci di protoni al fine di creare nuove particelle mai osservate.
Le prime collisioni sono importanti, ma le scoperte non sono attese prima dell'anno prossimo, quando saranno raggiunte alte energie. E' l'inizio di un'era fantastica di fisica e di scoperto, confidano gli scienziati.
"Già all'inizio dell'anno prossimo l'energia dei fasci raggiungerà un livello mai toccato finora e saremo già in un territorio nuovo di energia", ha aggiunto. Attualmente, l'acceleratore opera a 450 Gev, ma entro Natale il Cern spera di poter raggiungere 1,2 Tev (tera-electron volt), un livello superiore all'attuale record di 1 Tev dell'acceleratore Fermilab (Usa). L'energia finale prevista è di 7 Tev per poi fare una salto fino a 10 e arrivare a toccare i 14.
L'acceleratore mira a ricreare le condizioni esistenti immediatamente dopo il Big Bang che creò l'Universo. Uno degli obiettivi più ambiziosi è la caccia al bosone di Higgs, la particella alla quale, secondo la teoria, si deve la massa.


