Usa e Cina affondano il super-vertice

COPENHAGEN, Danimarca -- Il patto di ferro fra Usa e Cina, che non prevede alcun accordo sui tagli alle emissioni di CO2, fa affondare il vertice di Copenaghen che si terrà il mese prossimo. La doccia fredda è arrivata ieri a Singapore, al vertice delle nazioni APEC, l'organizzazione per la cooperazione economica dei paesi dell'Asia-Pacifico.
Il premier danese Lars Rasmussen - padrone di casa del summit sul clima che si terra' dal 7 al 18 dicembre prossimo e sul quale tutti riponevano le ultime speranze di azioni reali contro i cambiamenti climatici, soprattutto confidando nel nuovo inquilino della Casa Bianca - è stato convocato d'urgenza in Asia per vedersi imporre la decisione gia' presa da Obama e Hu Jintao in base a questo accordo al ribasso.
La quindicesima Conferenza delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico sarebbe dovuta servire, infatti, anche e soprattutto a stabilire nuovi vincoli legali per le emissioni di gas inquinanti, superando il precedente Protocollo di Kyoto, i cui obiettivi di riduzione delle emissioni arrivano al 2012. Ma non c'e' piu' tempo per mettersi d'accordo, sintetizzano Barack Obama e il presidente cinese Hu Jintao a Singapore.
E del resto - come ricorda con delusione il WWF - lo aveva testimoniato anche l'affannosa, ultima sessione di negoziati formali a Barcellona a inizio mese, che ha lasciato i partecipanti distanti e scontenti. Occidente contro paesi in via di sviluppo, nuclearisti contro sostenitori delle energie alternative, ruolo del mercato delle emissioni e stop alla deforestazione: sciogliere il garbuglio dei temi che ancora dividono paesi e gruppi di pressione sarebbe, ormai, probabilmente impossibile.


