
LONDRA,Gran Bretagna -- "Tutte le abitazioni del Regno Unito avranno un collegamento in banda larga entro il 2012. E' la promessa di Lord Carter, consigliere del primo ministro britannico Gordon Brown. Secondo l'orientamento degli inglesi, il settore della comunicazione può contribuire al rilancio dell'economia e a uscire dalla crisi globale.
Il settore dell'information technology può essere uno dei cardini della nuova era, grazie a una serie di massicci investimenti nel settore, sostiene il governo inglese. Attualmente, in Inghilterra il 58 per cento delle case sono collegate in banda larga. Si tratta di una delle percentuali più alte in Europa. Tuttavi il governo vuole la banda larga per tutti, o almeno per chi lo desideri. Inoltre il ministro promette un collegamento alla velocità minima di almeno 2 megabit al secondo, sufficiente per scaricare e guardare video online.
La notizie della rivoluzione digitale in atto in Gran Bretagna è finita sulla prima pagina del Financial Times. Nei prossimi giorni Lord Carter presenterà il suo rapporto al Parlamento. Il titolo è tutto un programma: "Digital Britain". Nel documento, il ministro delle Comunicazioni afferma che la banda larga "non è più una nicchia per i tecnologicamente avanzati ma un servizio in grado di trasformare la società e perciò il governo deve garantirne l'universalizzazione", ossia metterlo a disposizione di tutta la popolazione.
La rivoluzione non arriverà solo attraverso i cavi telefonici piazzati da British Telecom. Anche altri operatori privati potranno partecipare attraverso la trasmissione del web senza fili. Per arrivarci il governo deve prima superare lo scoglio dei due operatori privati che detengono la concessione delle frequenze di stato - O2 e Vodafone - ma si è detto fiducioso.
Il progetto di Lord Carter è di ampio respiro. Prevede una società post-industriale che ha nelle comunicazioni il più importante dei suoi cardini vitali. Un settore trainante per l'economia più di quanto lo sia la vulnerabile finanza.
Internet ad alta velocità e qualità per tutti, dunque. Con tutte le potenzialità innovative ed economiche che ciò comporta. La scommessa degli inglesi è quella di fare delle industrie della comunicazione - attualmente in difficoltà per la recessione mondiale - il pilastro della ripresa e di una nuova era economica tutta da sviluppare.
Con tale intento - si legge Carter - ci saranno misure per aiutare l'industria delle telecomunicazioni e quella dei media. Londra, fino a ieri capitale mondiale della finanza, vuole diventare anche la capitale mondiale della comunicazione. E, intanto, l'Italia che fa?
