
SAN FRANCISCO, Usa -- Non c'è che dire: sarà una bella sfida a suon d'innovazione tecnologica. Ieri Google ha presentato la versione beta del suo nuovo browser Chrome che è destinato a fare una concorrenza spietata all'Explorer di Microsoft.
Si tratta di un programma innovativo, veloce, sicuro e funzionale, assicurano gli esperti che hanno analizzato la versione beta di Chrome. Con caratteristiche tali da mettere in serio pericolo il dominio, finora quasi incontrastato, di Explorer.
Ci avevano provato in tanti a scalzare il colosso di Redmond. Explorer prima fece a fette Netscape Navigator, poi concesse ben poco (circa il 25 per cento in totale del mercato) agli altri concorrenti, Mozilla Firefox e Apple Safari, anche grazie al dominio assoluto nel campo dei sistemi operativi. Explorer, infatti, veniva fornito gratuitamente insieme a Windows.
Ora però la minaccia sembra ben più consistente. Google è già un autentico colosso. E nell'ombra non c'è solo una questione di prestigio ma un business multimiliardario. Il browser infatti è la porta d'accesso alla rete e permette alla società che lo produce di orientare le scelte degli utenti attraverso suggerimenti più o meno nascosti. Tutti percorsi online che si tramutano in clic, ovvero in soldi dalla pubblicità.
Con Chrome, la società fondata da Brin e Page non solo rafforzerà il predominio nella pubblicità online ma, secondo molti analisti, si lancerà all'attacco della roccaforte Microsoft più importante: Windows.
Chrome infatti integra programmi di posta elettronica, foglio di calcolo, scrittura di testi e così via, oltre che applicazioni multimediali molto avanzate e completamente gratuite. Tutto ciò prenderò il nome di Google Gears, il progetto per utilizzare anche «offline» (senza Internet) le molte applicazioni web già lanciate dalla «Grande G» (email, calendario, scrittura testi, foglio di calcolo e molte altre).
Insomma, software per Internet più software da ufficio. Un pacchetto completo da far tremare Windows. Soprattutto alla luce delle sue ultima versione, Vista, che nonostante sia stata praticamente imposta al mercato, ha lasciato molti insoddisfatti.
