Usa: c'è una bomba atomica in vendita

BERNA, Svizzera -- Disegni e dati per la costruzione di una bomba atomica avanzata. Tutte queste informazioni erano nelle mani della mafia del contrabbando nucleare. La scoperta è stata fatta dall'intelligence americana in alcuni computer di Abdul Qadeer Khan, considerato il padre della prima bomba atomica del Pakistan. Non è ancora chiaro se gli schemi siano già arrivati a Teheran.
Quattro anni fa l'intelligence americana ottenne le prove delle vendite di tecnologie per l'arricchimento dell'uranio e la costruzione di bombe da parte della mafia di Khan a Paesi quali l'Iran, la Corea del Nord e la Libia. Quest'ultima in seguitò decise di mettere a disposizione i materiale acquistato da Khan a esperti internazionali che potessero esaminarlo.
Si trattava di bombe molto antiquate. Al contrario, i documenti scoperti in Svizzera riguardano ordigni più avanzati, aventi il doppio della forza distruttiva e la metà del peso di quelli cinesi degli anni Sessanta simili a quelli analizzati in Libia. Inoltre le informazioni scovate in terra elvetica individuano bombe che possono essere montate su missili balistici, come lo Shahab-3 dell'arsenale iraniano.
Gli ordigni sono molto simili a quelli del primo test nucleare pachistano di dieci anni fa. Per questo è nata l'ipotesi di un legame col Pakistan anche per questa bomba, ma Islamabad nega ogni responsabilità ribadendo che Khan è agli arresti domiciliari dal 2004 e non ha accesso ad alcuna documentazione sulla bomba.
Nel 2006 veniva arrestato l'uomo d'affari Urs Tinner. Insieme al fratello Marco e al padre Friederich era considerato dalla Iaea, l'agenzia atomica di Vienna, un'anello-chiave del network di Khan. Nei pc dei tre uomini gli inquirenti trovarono un grande quantitativo di informazioni (per l'esattezza 100 gigabyte di dati e 30mila documenti).
Nel maggio scorso il presidente svizzero Pascal Couchepin ha annunciato la distruzione di queste informazioni per evitare che finissero nelle mani dei terroristi. Ma la paura sembra essere ancora tanta. Un rapporto di David Albright, esperto di armi nucleari, spiega le pericolose novità di questi documenti sulle bombe compatte, molto piccole e sofisticate.
Anche la Casa Bianca non nasconde la sua preoccupazione: "Siamo molto preoccupati del network di Khan e del rischio di disseminazione di queste tecnologie", ha detto ieri Stephen Hadley, consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, durante il viaggio di Bush da Parigi a Londra.


