
WASHINGTON, Usa -- Manca poco all'approdo dell'iPhone in Italia. Ma la concorrenza è dietro l'angolo. Non parliamo solo di Google ma di numerosi software house e operatori telefonici, fra cui Intel, eBay, Samsung e Telecom Italia, tutti riuniti in un'alleanza chiamata Open Handset Alliance, che ha lo scopo di sviluppare una nuova piattaforma per cellulari di ultima generazione.
Google non ha perso tempo. Ha radunato tutti gli sviluppatori che fanno parte dell'alleanza a San Francisco, per fare il punto sullo sviluppo di Android, la piattaforma open source studiata dai geni di Mountain View insieme a operatori telefonici, dotcom e software house, fra cui Intel, Texas Instruments, eBay, Nvidia, LG Electronics e Telecom Italia.
L'obiettivo non è tanto quello di fare concorrenza diretta all'iPhone, tramite un nuovo e tecnologico cellulare, ma di creare una piattaforma che possa essere usata da qualsiasi telefonino, consentendogli di compiere tutti i servizi Web. Proprio come dovrebbe fare il GPhone (nome che indica qualunque telefono che usa Android), il cui commercio è previsto per quest'estate.
Non è ancora ufficiale ma secondo alcune voci di mercato Samsung potrebbe lanciare il suo modello, dotato di tutte le funzionalità di un Blackberry, già nel prossimo autunno. Un altro prodotto dell'azienda dovrebbe arrivare nei negozi durante le vacanze di Natale ad un prezzo di circa cento dollari.
Lo sviluppo di Android è già in corso. Alla conferenza Google I/O tenuta a fine maggio a San Francisco i presenti hanno annunciato le 50 applicazioni che, sulle 1700 presentate, andranno a costituire Android.
La Open Handset Alliance, però, non è l'unica che si sta muovendo per sfidare l'iPhone. La stessa alleanza infatti non sembra avere l'intenzione di privilegiare Android, ma il suo scopo è definire gli standard che i dispositivi devono possedere per compiere numerose funzionalità e sviluppare sistemi per piattaforme avanzate.
E' da ricordare però che la Apple ha giocato d'anticipo. E' stato principalmente questo il suo asso nella manica. Anche il gioiellino della Mela si serve di una piattaforma proprietaria (non open source) per funzionare. Ancora pochi mesi e tra iPhone e GPhone sarà guerra aperta.
