
ULAN BATOR, Mongolia -- Il 6 giugno prossimo quattro speleologi e un archeologo partiranno per raggiungere le tombe di Gengis Khan. Per la prima volta sarà violata la vetta del monte sacro la cui valle segreta coinciderebbe con uno dei punti di ingresso alla tomba dell’imperatore mongolo. Del team della missione fanno parte anche due speleologi pugliesi, uno di Taranto e l'altro di Castellana-Grotte.
La spedizione è promossa dall’Associazione di esplorazioni geografiche “La Venta” di Treviso e rientra nel progetto “Mongoliadventure” che mira a indagare tra i siti noti, ma anche a seguire le tracce di quelli sconosciuti, comprese le grotte naturali, collegati alla vita e alla morte del grande imperatore Chinggis Khaan, meglio noto in Italia come Gengis Khan.
La missione vedrà protagonisti due speleologi pugliesi: il tarantino Francesco Lo Mastro, a capo dell'équipe, e il castellanese Giuseppe Savino, past president della società Grotte di Castellana srl, entrambi impegnati da oltre dieci anni con l’associazione “La Venta” in viaggi e missioni esplorative all’estero, dal Messico alle Filippine, dalla Patagonia al Myanmar.
L’impresa si preannuncia intrigante e carica di mistero; si narra di luoghi tabù interdetti alla presenza umana: il monte sacro Ondor Tsagaan, territorio di adorazione di cui è sconsigliato persino pronunciarne il nome, per la prima volta, dopo un migliaio di anni, ha visto gli esseri umani violare la vetta, ottemperando al rituale d’offerta in nome del sacrificio Tahilt alla divinità indigena.
Le orme sulle quali marceranno i ricercatori potrebbero condurre ad una complessa struttura tombale di dimensioni eccezionali: centottanta metri di diametro sovrastante un enorme quadrilatero, che l’italiano Ippolito Marmai, in collaborazione col geologo Bruno Marcolongo del Consiglio nazionale delle ricerche di Padova, vorrebbe verificare a seguito dei suoi studi.
Già reduce di quattro campi di lavoro nell’area di Binder sum a quattrocento chilometri dalla capitale Ulaanbaatar, Marmai ha sperimentato un metodo di analisi geo-storico ed etno-antropologico, con l’ausilio di foto satellitari, ricostruendo una griglia di dati interdisciplinari e di punti Gps, in modo da riuscire ad approfondire con altri mezzi ogni singola tematica. Nell’area indagata infatti è stata rinvenuta un’ampia struttura circolare sotterranea che ha tutte le caratteristiche di un antico sito cerimoniale. La località è top secret.
Ad oggi è stata individuata con certezza la valle segreta coincidente con uno dei tre punti di ingresso all’area interdetta dove sarebbe ubicata la tomba del grande imperatore. La spedizione dei quattro esploratori durerà due settimane.
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