
ROMA -- Uragani, tempeste, terremoti e siccità. Capire il perchè di tutti questi disastri naturali sarà il fine della XXIV assemblea di Iugg (International union of geodesy and geophysics) intitolata "La Terra: il nostro pianeta che cambia”, che si terrà a Perugia dal 2 al 13 luglio 2007. Il convegno è stato presentato ieri a Roma alla sede del Cnr.
Il progetto è stato spiegato da Lucio Ubertini, presidente del Comitato organizzatore di Iugg e direttore dell'Irpi-Cnr (Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Consiglio nazionale delle ricerche), da Giuseppe Cavarretta, direttore del Dipartimento terra e ambiente del Cnr, e da Franco Prodi, direttore dell'Isac-Cnr (Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima).
Una trupe di settemila scienzati provenienti da 80 paesi si incontrerà per discutere di ciò che sta accadendo al globo terrestre. Tutto avverrà nell'arco di dodici giorni in cui sono previsti oltre 220 convegni e incontri.
“La partecipazione è imponente, si sono iscritti studiosi persino da Yemen, Botswana, Isole Fiji e Comore" ha detto Umbertini.
"Inoltre, dai titoli si intuisce la forza di studi quali quelli su prevedibilità degli eventi calamitosi, variazioni climatiche globali, influenza della radiazione solare sull’ecosistema, mutazioni ed inversioni del campo magnetico terrestre" ha aggiunto il direttore dell'Irpi-Cnr.
Per fronteggiare le calamità naturali è necessario fare attenzione a molte tematiche, fra cui il deficit di risorse idriche. Umbertini ha spiegato che se il rischio di desertificazione in Italia è difficilemnte realizzabile, è invece possibile la diminuzione di acqua disponibile in alcune zone.
Lo scienziato ha evidenziato anche che è indispensabile individuare modalità di mitigazione dei consumi, anche perchè negli ultimi 100 anni il bisogno giornaliero di acqua per ogni persona si è innalzato da 50 a 500 litri.
La situazione non è migliore negli altri paesi europei: gli incrementi più elevati si hanno in Turchia, Siria ed Egitto, mentre, nei paesi mediterranei, la domanda è raddoppiata negli ultimi 50 anni.
"L’approvvigionamento idrico deve diventare, quindi, una priorità assoluta, soprattutto attraverso la manutenzione delle reti che in Italia presentano perdite con punte del 40%" ha concluso lo scienziato.
Il summit di Perugia sarà anche l'occasione per trattare argomenti già dibattuti in altre sedi. Ad esempio il quarto rapporto dell'Ipcc sulle possibili attività di mitigazione dell'effetto serra, che ha previsto l'innalzamento medio del livello del mare alla fine del nostro secolo da 0,18 a 0,59 metri.
