
WASHINGTON, Usa -- Un gruppo di ricercatori dell’Indiana University School of Medicine, negli Stati Uniti, è riuscito a isolare nel sangue le molecole "spia" dei disordini bipolari. La scoperta, pubblicata su "Molecular Psychiatry" potrebbe essere utile in futuro per misurare la gravità della malattia e l'effetto delle cure.
I ricercatori hanno isolato i biomaker dell’umore nel sangue di 96 pazienti coinvolti nella ricerca, sostenuta anche dai National Institutes of Health americani. Il gruppo di molecole "spia" è presente in diverse quantità nelle persone che soffrono di stati di euforia o depressione. E il team ha scoperto che la concentrazione nel sangue è correlata alla gravità dei sintomi.
"Questa scoperta è un grosso passo avanti per portare la psichiatria alla pari con altre specialità mediche, che hanno a disposizione sistemi diagnostici per misurare gli stati patologici e l’efficacia del trattamento - ha spiegato Alexander Niculescu III, primo autore dello studio e docente di psichiatria all’IU School of Medicine Institute of Psychiatric Research -. Ora il sangue può essere usato come un tessuto surrogato per diagnosticare queste malattie e rilevarne la gravità".
Greta Consoli
